Gli aiuti economici per chi rimpatria dall’estero

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Anche gli italiani a Malta in procinto di rimpatriare possono usufruire di una serie di aiuti economici accessibili a tutti i connazionali che rientreranno in Italia dall’estero a causa dell’emergenza coronavirus o per altri motivi come la perdita del posto di lavoro e condizioni di difficoltà socio-economica.

Si tratta di misure di sostegno al reddito, in parte già esistenti e in parte introdotte di recente per far fronte alla situazione straordinaria di questo periodo, volte a fronteggiare la situazione di crisi di chi si trova improvvisamente senza lavoro o risorse.

Riepiloghiamo di seguito i principali aiuti che possono tornare utili anche ai nostri connazionali che concludono la loro esperienza all’estero:

  1. Indennità di disoccupazione per lavoratori che rientrano in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero: viene erogata ai cittadini italiani che abbiano lavorato all’estero e siano rimasti disoccupati per effetto del licenziamento o del mancato rinnovo del contratto di lavoro stagionale. Per averne accesso serve rimpatriare entro 180 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro all’estero.
  2. Reddito di emergenza (REM): introdotto dal Decreto Rilancio, è un beneficio temporaneo che viene concesso alle persone residenti in Italia al momento della domanda le quali abbiano un reddito, un patrimonio mobiliare e un ISEE inferiori a determinati limiti stabiliti per legge. Il REM ammonta a 800 euro e viene erogato direttamente dall’Inps in due rate. La scadenza per la presentazione di domande, inizialmente prevista per il 30 giugno e successivamente prorogata al 31 luglio, è ora fissata al 15 ottobre.. Per la domanda si può ricorrere ai CAF e ai Patronati.
  3. Agevolazioni fiscali (tassazione ridotta sul reddito imponibile): sono previste per alcune categorie di lavoratori che rimpatriano come docenti, ricercatori, lavoratori qualificati e non, ma anche per imprenditori stranieri che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. Questi hanno la possibilità di accedere alla detassazione dei redditi prodotti fino al 90% dell’imponibile, come agevolazione introdotta per attrarre in Italia capitale umano.
  4. Bonus per l’assunzione di giovani sotto i 35 anni (Legge n. 205/2017): si tratta dello sgravio dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro del 50% per i giovani fino a 35 anni, che è stato esteso fino alla fine del 2020. L’agevolazione si applica entro il massimale di 3 mila euro su base annua per i successivi 36 mesi. L’assunzione deve essere a tempo indeterminato e riguardare un giovane a cui non è mai stato applicata questa tipologia di contratto. L’incentivo è concesso anche in caso di trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato del contratto.
  5. Bonus Sud (Legge n. 145/2018): valido per le aziende che abbiano un’unità operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna, prevede uno sgravio contributivo del 100% fino a un limite di 8.060 euro annui per le assunzioni a tempo indeterminato di disoccupati.
  6. Bonus assunzione donne disoccupate e lavoratori over 50: prevede uno sgravio contributivo pari al 50% per periodo di fruizione che varia da 12 a 18 mesi in base al tipo di contratto stipulato, i contratti di apprendistato, il bonus per giovani talenti.

Tra queste misure non abbiamo citato il più noto Reddito di Cittadinanza perché previsto solo per chi ha risieduto in Italia per 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa, al momento della presentazione della domanda. Un provvedimento che, come articolato, non concede nessun concreto sostegno agli italiani all’estero che decidono di ripartire dall’Italia.

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